Durisch + Nolli


  • 058
  • M.A.X. Museo
  • Chiasso
  • 2003 - 2005

via Dante Alighieri 6, CH-6830 Chiasso

Committente: Fondazione Max Huber.Kono, Chiasso
Architetti: Pia Durisch, Aldo Nolli, Michele Zanetta
Ingegnere Civile: Grignoli Muttoni Partner, Lugano
Ingegnere RCVS: Colombo & Pedroni SA, Bellinzona
Ingegnere Elettrotecnico: Elettroconsulenze Solcà SA, Mendrisio
Consulente Illuminotecnica: Modaluce SA, Lugano

 
Da “terra di nessuno” a nuovo luogo
Nell’estate 2001 Aoi Huber Kono e Silvano Repetto incaricano gli architetti Durisch + Nolli di identificare un luogo idoneo alla costruzione di un museo e di dargli forma: nasce il concetto di m.a.x.Museo.
La città di Chiasso mette a disposizione l’area dismessa dell’Ex-Garage Martinelli, in faccia al Cinema Teatro.
Quest’area industriale in stato di abbandono, una „terra di nessuno“ in mezzo al tessuto urbano del centro cittadino, tra teatro e campus scolastico, è stata l‘oggetto di un progetto globale da parte degli architetti: sorge così la visione di un nuovo luogo.

Il museo come catalizzatore
Il progetto per il museo diviene di conseguenza il catalizzatore, il nucleo di cristallizzazione di un nuovo polo culturale di rilievo, d’importanza regionale e internazionale.
Accanto al m.a.x.Museo si decide di trasformare, con un dispendio minimo, un capannone  esistente in sala multiuso: nasce lo „Spazio Officina“. Grazie a questo progetto nascono ampie superfici interne ed esterne dedicate alla cultura.
Dalla sinergia delle diverse istituzioni, pubbliche e private, con il nuovo m.a.x.Museo come catalizzatore, nasce un polo culturale dal carattere fortemente urbano, unico in Ticino.

Un edificio semplice
Il m.a.x.Museo è un edificio semplice. I suoi spazi sono ampi e luminosi, neutri e semplici, in modo da lasciare spazio ai contenuti. Pia Durisch e Aldo Nolli lo hanno progettato pensando a Max Huber e alla sua opera, trovando affinità tra il loro modo di vivere l’architettura e il suo modo di operare.
La facciata del m.a.x.Museo è un’immensa vetrina translucida. Sarà, di volta in volta, espressione dei contenuti espositivi momentanei del museo. Luogo d’installazioni e di esposizioni. Di notte, l’intercapedine della facciata sarà illuminata, rendendo visibili i contenuti e illuminando la città: Una facciata dinamica, che cambia nel tempo.
Il volume chiaro e netto del museo riqualifica l’intero comparto urbano della città di Chiasso dedicato alla cultura.

Struttura e spazio, struttura è spazio
Il m.a.x.Museo è caratterizzato da una sostanziale equivalenza tra struttura e spazio. Gli elementi che definiscono gli spazi costituiscono la struttura portante dell’edificio e viceversa. Come in un organismo, le installazioni sono integrate nella massa dell’edificio e calibrate secondo criteri energetici ed ecologici innovativi.

Strati di luce, luce filtrata
Gli strati differenziati, translucidi e filtranti, dell’involucro, costituiscono l’elemento complementare alla struttura portante che avvolge il volume esterno del museo.
Attraverso i diversi strati traslucidi la luce è dosata e „addomesticata“ in modo da giungere all’interno degli spazi espositivi in modo discreto e diffuso.

Esterni
Lo zoccolo del m.a.x.Museo, si prolunga verso l’esterno, fino a formare una piattaforma espositva rialzata, che collega il museo con i parcheggi pubblici e con via Dante Alighieri. Un’ampia piattaforma concepita come spazio espositivo all’aperto, che potrà essere attrezzato con i più disparati elementi espositivi.
In questo modo, il m.a.x.Museo si estende nello spazio pubblico, collegandosi con la città e con le nuove piazze che circondano lo Spazio Officina.
Le quattro grandi vetrine dello Spazio Officina potranno essere gestite come „open art space“, piccoli spazi espositivi per giovani artisti, o segnalare le attività culturali della città.
Si concretizza così l’idea di un nuovo luogo, un polo urbano interamente dedicato alla cultura.